π Storia
La Gallura vanta una storia millenaria che affonda le radici nell'epoca nuragica e prenuragica, come testimoniano i numerosi nuraghi e le tombe dei giganti disseminati nel territorio. Nel Medioevo fu sede del Giudicato di Gallura, uno dei quattro regni giudicali sardi, con capitale a Civita (l'odierna Olbia). Dopo alterne vicende il giudicato passò sotto il dominio pisano e successivamente aragonese, segnando profondamente la cultura e l'architettura della regione. La popolazione rurale si organizzò negli stazzi, insediamenti sparsi tipici della campagna gallurese, dove le famiglie vivevano di pastorizia, agricoltura e lavorazione del sughero. La svolta moderna arrivò negli anni Sessanta del Novecento, quando il Principe Aga Khan scoprì le coste incontaminate del nord-est e fondò il Consorzio Costa Smeralda, trasformando la Gallura in una delle destinazioni turistiche più esclusive del Mediterraneo.
ποΈ Territorio
Il paesaggio della Gallura è dominato dal granito: rocce scolpite dal vento in forme spettacolari, come l'Orso di Palau a Capo d'Orso e le sculture naturali di Capo Testa, vicino a Santa Teresa Gallura. La costa offre un susseguirsi di calette con acque cristalline color smeraldo, dalle spiagge della Costa Smeralda fino all'Arcipelago di La Maddalena, parco nazionale di straordinaria bellezza composto da oltre 60 isole e isolotti. Nell'entroterra svetta il Monte Limbara (1.362 m), ricoperto di foreste di lecci e sughere, mentre le valli sono punteggiate da vigneti di Vermentino e oliveti secolari. Il lago del Liscia, il più grande bacino artificiale della Gallura, rappresenta una risorsa idrica fondamentale ed è circondato da una rigogliosa macchia mediterranea di mirto, corbezzolo, cisto e lentisco.
π Tradizioni
La Gallura custodisce una cultura vivace e peculiare, a partire dalla lingua gallurese, un dialetto di matrice corsa e toscana distinto dal sardo, parlato ancora oggi nelle comunità dell'entroterra. La gastronomia è ricca e genuina: la zuppa gallurese (suppa cuata), un piatto di pane, formaggio e brodo gratinato al forno, ne è il simbolo, affiancata dai formaggi freschi, dalle carni alla brace e dal celebre liquore di mirto, prodotto artigianalmente con le bacche raccolte nella macchia. Calangianus è la capitale del sughero: qui l'industria della lavorazione del sughero ha una tradizione plurisecolare e alimenta un distretto produttivo unico in Europa. Tra le feste, il Carnevale Tempiese è uno dei più antichi e colorati della Sardegna, con carri allegorici e maschere tradizionali. Il canto a tasgia, forma di canto polifonico gallurese, rappresenta un patrimonio musicale prezioso che accompagna le celebrazioni religiose e le feste popolari della regione.
πΊοΈ Mappa
Dove mangiare e dormire
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